Ape – Borghesia Suburbana (testo)

Testo del brano “Borghesia Suburbana” di Ape.

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Non vengo dal blocco, cresciuto in un posto pieno di contraddizioni
denaro lavoro famiglia è il primo che detta le decisioni
è più l’apparenza che conta le facce pulite, famiglie in chiesa
ogni cinque figlie la sesta è una troia ma basta che a trenta si sposa
i figli nascosti di dietro alle gonne di madri giganti ingombranti
che dettano legge su dove lavori, chi voti, su chi è che frequenti
a venti si sfondano sette su sette dopo aver scoperto la chimica
a trenta che senza una riga non portano neanche la figa al cinema
soldati ma senza una guerra, senza una causa cervelli in pausa
paura se lei c’ha la nausea, ti cambia la vita la causa
rampolli di buona famiglia, il SUV in seconda fila
la cagna che abbraccia il chihuahua, cosa ha sulle labbra non è saliva
futuro già scritto, ne mutuo ne affitto punta sull’aspetto
non tollera alcun difetto desidera il mondo perfetto
non dà confidenza alla gente, chi siano non è importante
se sente frusciare il contante diventi anche tu interessante

Sei dentro ma non te ne accorgi, da quanto non te lo ricordi
sei il sottoprodotto della borghesia suburbana che sfama i suoi figli
qui conta l’immagine, chi sembri più di ciò che pensi
se ascolti non quello che senti, non cercano teste pensanti
sei dentro ma non te ne accorgi, da quanto non te lo ricordi
sei il sottoprodotto della borghesia suburbana che sfama i suoi figli
qui conta l’immagine, chi sembri più di ciò che pensi
se ascolti non quello che senti, non cercano teste pensanti


Non è che prendo le distanze, è un fatto di pura coerenza
valuto il peso delle mie scelte sostanza più che apparenza
piedi per terra giorno per giorno prendo lo spazio che merito
sempre stato un passo più avanti mai stato scartato mai stato in debito
eroe della classe operaia, da sguattero a manager
in viaggio come su Voyager la fame spietata di un ravager
ma qui non ci sono i guardiani ne Yondu galassie da conquistare
tiriamo la fine del mese che quando va bene ad agosto c’è il mare
tra certezze andate perse, relazioni basate sui forse
non conta più l’ambizione se quello che manca sono le risorse
imbrigliati da regole prive di logica, le infrange chi giudica
ti uccidono lentamente giorno per giorno l’ansia si moltiplica
io mi chiamo fuori, questione di chimica, non sposo una regola
controcorrente, controtendenza, ignoro chi critica
ed è il primo a giocarsela sporca accecato dal cash assetato di fama
storie di ordinaria follia, tu chiamala borghesia suburbana

Sei dentro ma non te ne accorgi, da quanto non te lo ricordi
sei il sottoprodotto della borghesia suburbana che sfama i suoi figli
qui conta l’immagine, chi sembri più di ciò che pensi
se ascolti non quello che senti, non cercano teste pensanti
sei dentro ma non te ne accorgi, da quanto non te lo ricordi
sei il sottoprodotto della borghesia suburbana che sfama i suoi figli
qui conta l’immagine, chi sembri più di ciò che pensi
se ascolti non quello che senti, non cercano teste pensanti


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